Chi sono
Mi chiamo Mario Loreti. Do la voce a spot in radio e in TV, oltre che a contenuti pubblicitari per YouTube, social e campagne online. Lavoro professionalmente con la voce dal 2005 e mi occupo anche di audio, registrazione, post-produzione e contenuti accessibili.
Sono Mario Loreti
Sono non vedente dalla nascita, quindi il rapporto con il computer, con la sintesi vocale e con l'autonomia digitale non è per me un argomento teorico. È una parte concreta della mia vita personale e professionale.
Insegno informatica accessibile perché conosco dall'interno sia le possibilità sia le difficoltà che una persona non vedente o ipovedente può incontrare davanti a un computer, uno smartphone, un sito poco chiaro, un programma non accessibile o una procedura digitale complicata.
La tecnologia accessibile nella mia vita quotidiana
Ho imparato a usare il computer fin da ragazzo, anche grazie all'esperienza con l'Associazione Disabili Visivi, alla scuola e a persone che hanno creduto nella possibilità di rendere l'informatica uno strumento reale di autonomia.
Da allora la tecnologia è diventata una parte centrale del mio lavoro. Uso Windows con lettori di schermo come NVDA e JAWS, iPhone con VoiceOver, strumenti audio professionali, software di produzione, piattaforme online, posta elettronica, servizi cloud, interfacce non sempre accessibili e procedure digitali spesso pensate senza considerare chi non vede lo schermo.
Proprio per questo, nelle lezioni non parto da un'idea astratta di accessibilità. Parto da quello che succede davvero: finestre che non parlano bene, pulsanti difficili da raggiungere, portali confusi, moduli online poco chiari, aggiornamenti che cambiano i percorsi, programmi che richiedono soluzioni alternative e utenti che hanno bisogno di una risposta pratica, non di una spiegazione generica.
La mia esperienza nell'audio professionale
Il mio lavoro principale è la voce. Dal 2005 registro spot, contenuti pubblicitari, progetti radiofonici, video aziendali, contenuti per il web e produzioni multimediali.
Negli anni ho lavorato a progetti pubblicitari, radiofonici, multimediali e di post-produzione. Ho diretto sessioni di registrazione per realtà come Disney e Amazon, ho lavorato su contenuti e revisioni audio per Netflix e mi occupo anche di controllo qualità e audiodescrizioni.
Nel mio studio uso strumenti professionali per registrazione, editing, pulizia audio e produzione: microfoni, schede audio, preamplificatori, Reaper, plugin, processi di post-produzione e flussi di lavoro accessibili con screen reader.
Questa esperienza entra anche nelle lezioni. Quando insegno Reaper, podcast, registrazione voce o produzione audio accessibile, non parlo solo del programma: parlo di un ambiente di lavoro reale, con problemi concreti, plugin non sempre accessibili, scorciatoie, template, soluzioni alternative e scelte tecniche da fare con criterio.
Perché insegno informatica accessibile
Insegno informatica accessibile perché so quanto può cambiare la vita quando una persona riesce a usare la tecnologia senza dipendere sempre da qualcun altro.
Un computer o uno smartphone possono servire per studiare, lavorare, comunicare, gestire documenti, leggere email, fare pratiche online, ascoltare contenuti, produrre audio, organizzare informazioni e muoversi meglio nel mondo digitale.
Ma per una persona non vedente o ipovedente l'informatica non si impara sempre con i percorsi standard. Spesso serve qualcuno che conosca davvero screen reader, lettori di schermo, tastiera, VoiceOver, TalkBack, NVDA, JAWS, siti accessibili e non accessibili, app che funzionano bene e app che richiedono strategie alternative.
Il mio obiettivo è rendere la tecnologia più chiara, più pratica e meno frustrante. Non insegno comandi a memoria come fossero formule isolate: cerco di costruire un metodo.
Il mio metodo
Le lezioni partono sempre dalla situazione reale della persona.
Non uso un programma uguale per tutti. Prima cerco di capire che cosa serve davvero: usare meglio il computer, partire da zero, gestire email e documenti, imparare un telefono, configurare un lettore di schermo, affrontare un portale difficile, migliorare un flusso di lavoro, scegliere un dispositivo o risolvere un problema specifico.
Molti utenti, soprattutto all'inizio, cercano comprensibilmente di imparare tutto a memoria: una sequenza di tasti, un percorso preciso, una procedura sempre uguale. Rispetto questo bisogno, perché spesso nasce dal desiderio di sentirsi più sicuri.
Quando però mi accorgo che la persona sta solo memorizzando, provo gradualmente a portarla anche in ambienti meno conosciuti, per attivare la logica e non soltanto il ricordo meccanico dei passaggi. L'obiettivo non è mettere in difficoltà, ma aiutare a capire il perché delle azioni.
Se impari solo a memoria, quando cambia una finestra, un pulsante o un percorso, probabilmente mi richiamerai. Se invece impari la logica, avrai più strumenti per orientarti anche quando qualcosa cambia e potrai cavartela con maggiore autonomia.
Anche per chi ha perso la vista nel corso della vita
C'è una differenza importante tra chi è non vedente dalla nascita e chi perde la vista nel corso della vita.
Per chi ha perso la vista dopo, imparare o reimparare a usare la tecnologia non è solo una questione tecnica. Spesso significa ricostruire riferimenti, fiducia e autonomia in un modo nuovo.
Per questo le lezioni devono rispettare i tempi della persona. Non servono pressione, giudizio o tecnicismi inutili. Serve un percorso chiaro, graduale, concreto, in cui ogni passaggio abbia senso e aiuti a ritrovare controllo sulle attività quotidiane.
Questo non è un percorso psicologico o terapeutico. È un lavoro pratico sulla tecnologia, fatto però con la consapevolezza che dietro ogni difficoltà tecnica può esserci anche fatica, disorientamento o paura di non riuscire più a fare cose che prima sembravano semplici.
Un percorso costruito sulla persona
Ogni persona arriva alle lezioni con una storia diversa: c'è chi parte da zero, chi vuole sentirsi più sicuro con lo smartphone, chi deve affrontare un programma poco accessibile e chi vuole semplicemente gestire meglio le attività digitali quotidiane.
Il mio compito è aiutarti a trasformare la tecnologia in qualcosa di più comprensibile, più gestibile e più vicino alla tua vita reale.
Non sempre serve sapere tutto. Spesso serve capire come orientarsi, come ragionare davanti a un problema e come trovare una strada alternativa quando il percorso previsto non funziona.
Se vuoi iniziare, puoi raccontarmi quali strumenti usi, quali difficoltà incontri e che cosa vorresti riuscire a fare con maggiore autonomia.